Vivere in un ambiente rumoroso compromette la qualità della vita e il benessere psicofisico. Se stai cercando una soluzione definitiva per insonorizzare una stanza, la risposta tecnica più efficace nel panorama dell’edilizia a secco è il cartongesso acustico.
Che tu sia un privato stanco dei rumori provenienti dai vicini, o un architetto alla ricerca del massimo comfort per i tuoi committenti, in questo articolo esploreremo i principi tecnici dell’isolamento acustico, sfatando falsi miti e analizzando i materiali migliori per un risultato garantito.
Il problema del rumore: fonoisolamento vs fonoassorbenza
Prima di posare qualsiasi lastra, è fondamentale chiarire un equivoco molto diffuso: un materiale morbido non blocca i rumori. Applicare pannelli in poliuretano piramidale sulle pareti serve a migliorare l’acustica interna (evitando l’eco), ma non impedirà di sentire la televisione del vicino.
In acustica, dobbiamo distinguere due concetti:
Fonoassorbenza: la capacità di un materiale (solitamente poroso) di assorbire l’energia sonora, riducendo il riverbero interno alla stanza.
Fonoisolamento: la capacità di una struttura di ostacolare la trasmissione del rumore da un ambiente all’altro.
Per insonorizzare una stanza in modo efficace, abbiamo bisogno di una struttura fonoisolante, che si ottiene sfruttando massa, separazione e materiali smorzanti.
Cos’è il cartongesso acustico: spessori e lastre
Il cartongesso acustico non è una semplice lastra di gesso standard. Si tratta di lastre progettate con una maggiore densità del nucleo in gesso, spesso addizionato con fibre di vetro o altri materiali inerti che ne aumentano il peso specifico e la resistenza meccanica.
Il principio fisico alla base dell’isolamento con pareti a secco è il sistema massa-molla-massa. Invece di costruire un muro in laterizio pesantissimo (singola massa), si utilizzano due masse separate (le lastre di cartongesso) con una “molla” al centro (l’aria e l’isolante). Questo sistema disperde l’energia dell’onda sonora in modo molto più efficiente, pur mantenendo spessori ridotti, salvaguardando così lo spazio calpestabile della stanza.
Esistono anche sistemi accoppiati, dove la lastra in cartongesso è già pre-incollata a membrane polimeriche ad alta densità o lamine di piombo, ideali per chi ha pochissimo spessore a disposizione.
Il cuore del sistema: lane minerali e intercapedini
Se le lastre rappresentano la “massa”, l’intercapedine del telaio metallico deve ospitare la “molla”. Lasciare l’intercapedine vuota creerebbe un effetto cassa di risonanza, peggiorando la situazione.
Il ruolo fondamentale di smorzamento delle frequenze è affidato alle lane minerali, in particolare la lana di roccia o la lana di vetro. Questi materiali fibrosi trasformano l’energia acustica in micro-attrito e calore, abbattendo drasticamente la trasmissione del suono.
Scegliere la giusta densità dell’isolante interno è cruciale per rispettare i parametri di comfort richiesti dalle normative italiane. A questo proposito, per approfondire i requisiti acustici passivi degli edifici, ti rimandiamo ai dettagli della normativa UNI 11367 (Classificazione acustica delle unità immobiliari).
Dove applicare il cartongesso acustico: pareti o controsoffitti?
L’approccio tecnico cambia drasticamente in base alla tipologia di rumore e alla sua provenienza:
Rumori aerei (voci, TV, musica): si trasmettono prevalentemente attraverso l’aria e colpiscono le pareti divisorie. In questo caso, realizzare una controparete in cartongesso acustico, staccata di qualche centimetro dal muro esistente e riempita con lana di roccia, offre risultati eccezionali.
Rumori da calpestio (passi, sedie trascinate, caduta di oggetti): sono rumori strutturali. Le vibrazioni viaggiano attraverso il solaio. Per isolare la stanza dal piano superiore, è necessario realizzare un controsoffitto acustico, possibilmente utilizzando pendini ammortizzati (antivibranti) che impediscano alla vibrazione del solaio di trasferirsi alla lastra in gesso.
Posa del cartongesso acustico: l’importanza dei nastri desolidarizzanti
Puoi acquistare le lastre in cartongesso acustico più costose sul mercato, ma se l’installazione viene eseguita in modo approssimativo, il risultato sarà nullo. L’acustica è una scienza spietata: il suono passa ovunque passi l’aria.
Il nemico principale sono i ponti acustici, ovvero i punti di contatto rigido tra la nuova struttura e quella vecchia. Per evitarli, un posatore esperto presterà massima attenzione ai dettagli di cantiere:
Applicazione di nastri desolidarizzanti (in polietilene o neoprene) sotto le guide metalliche a pavimento, a soffitto e a parete.
Uso di stucchi specifici e sigillanti acustici lungo tutto il perimetro per chiudere ogni fessura.
Incrocio corretto delle lastre in caso di doppio strato di placcaggio.
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